2021 a tutto biogas: spingere il piede sull'acceleratore per trasformare il rifiuto in risorsa

Nei prossimi dieci anni il biogas può contribuire concretamente agli obiettivi europei di abbattimento del 55% della CO2 entro il 2030 incrementando l'economia circolare 

Il 2020 è stato un anno difficile segnato da una pandemia mondiale che ha portato tutte le economie mondiali a confrontarsi sempre di più con i problemi ambientali e con le scelte per un futuro più sostenibile.

Nel 2020 BTS Biogas ha superato la soglia dei 230 impianti costruiti nel mondo, impianti che hanno consentito di ridurre di oltre 8 milioni di tonnellate le emissioni di CO2.

Tra i traguardi conseguiti nel 2020, figura l'inaugurazione ad Andria, in Puglia, di uno tra i primi impianti in Europa alimentato al 100% con il materiale organico di risulta della molitura delle olive. Il biogas prodotto alimenta un impianto di cogenerazione, mentre il digestato, utilizzato come fertilizzante, rientra nel ciclo vegetale della produzione olivicola.

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Un esempio concreto di come uno scarto di filiera può diventare una preziosa risorsa da valorizzare in una logica di simbiosi tra realtà produttive e di economia circolare. Lo sfruttamento energetico delle biomasse vegetali o animali e della frazione organica per produrre biogas tramite digestione anaerobica è considerato, a tutti gli effetti, tra le opzioni più virtuose dal punto di vista ambientale. 
L’economia circolare è, infatti, uno dei capisaldi su cui fanno perno le misure messe in campo dall'Unione Europea per rispondere con azioni concrete all'emergenza dei cambiamenti climatici. Prima fra tutte il Green New Deal che impone a tutti i Paesi UE l’abbattimento del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, e il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 attraverso un uso efficiente delle risorse, un'economia pulita e circolare, tecnologie rispettose dell'ambiente e la decarbonizzazione del settore energetico. Per limitare il riscaldamento globale, e raggiungere così l'obiettivo più ambizioso fissato dall'Accordo di Parigi, non è però sufficiente mitigare le emissioni antropiche, ma è indispensabile effettuare una transizione energetica completa verso sistemi capaci di gestire territori, ecosistemi e risorse naturali in modo sostenibile. 
Per raggiungere il target del Green New Deal l'Italia dovrà incrementare in maniera esponenziale l'energia prodotta da fonti alternative, realizzando nei prossimi dieci anni circa 65 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili. Infatti nel 2030, il 70% dell'energia consumata nel nostro Paese dovrà provenire da fonti rinnovabili. 
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Il biogas può quindi giocare un ruolo di primo piano per raggiungere questo ambizioso traguardo favorendo il passaggio verso un modello economico a basso contenuto di carbonio, in grado di garantire elevati standard di sostenibilità ambientale e sicurezza energetica a prezzi competitivi. L’Italia, con una produzione di 2,4 miliardi di metri cubi di gas naturale l'anno, è uno tra i Paesi più all’avanguardia in Europa nel settore dei biogas. Secondo il Consorzio Italiano Biogas (CIB) gli oltre 1.600 impianti di produzione di biogas installati finora nel nostro paese hanno consentito un taglio complessivo delle emissioni di oltre 31 milioni di tonnellate, pari a quelle generate da 18,5 milioni di automobili, la metà del parco circolante in Italia. 
Il report pubblicato nei giorni scorsi dall’European Biogas Association (EBA) indica una crescita del 4% degli impianti di biogas nel corso del 2019, anno in cui sono entrati in funzione 830 nuovi impianti che hanno portato il parco complessivo installato in Europa a raggiungere quasi le 19.000 unità. La crescita numerica più significativa è stata registrata nel Regno Unito (+518 impianti), seguito da Germania (+185 impianti) e Italia (+55 impianti). La produzione totale di biogas è stata, invece, di 167 TWh, con Germania (82 TWh), Italia (23 TWh) e Regno Unito Regno Unito (20 TWh) in vetta alla classifica dei maggiori produttori.
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In questo scenario va considerata la situazione senza precedenti che stiamo vivendo, legata alla pandemia di Covid-19, che ha determinato un cambiamento nello stile di vita delle persone, stimolando una riflessione su nuovi scenari futuri. L'interruzione di numerose attività produttive durante il lockdown ha evidenziato quanto sia importante una ripartenza con un assetto economico più efficiente, integrato e rispettoso dell'ambiente. 
Per invertire la rotta e contenere l’incremento di temperatura causato dall’accumulo dei gas serra in atmosfera, sarà dunque fondamentale il contributo di tutti. Uno sviluppo incrementale del biogas permetterà non solo di produrre un quantitativo maggiore di energia da fonti rinnovabili trasformando gli scarti in risorse, ma consentirà anche di immagazzinare questa fonte energetica sotto forma di calore, elettricità o biometano, rendendola disponibile quando è necessaria. Darà, inoltre, la possibilità di stoccare l'anidride carbonica nel suolo attraverso l’utilizzo del digestato che, trattato in modo opportuno, potrà produrre un bilancio negativo per le emissioni di CO2 rilasciate in atmosfera.
L'auspicio è quindi che l'Italia e l'Europa possano raggiungere nel 2050 la neutralità climatica che porterà con sé una maggiore sensibilità verso l'ambiente e l’economia circolare, impatti economici positivi e una migliore qualità dell'aria. 
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